NON ACCETTIAMO FILIPPICHE DA CHI E' STATO CONDANNATO PER AVER INTRATTENUTO RAPPORTI CON LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA
Il ventisette gennaio – il cosiddetto Giorno della Memoria, molto corta e selettiva aggiungiamo noi – spunta, a Torino, un certo numero di svastiche tracciate su alcuni dei manifesti che campeggiano nelle vicinanze del Cimitero Monumentale, tra via Cigna e corso Vigevano.
A reagire a questa vergogna sono alcuni esponenti di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) e della sua filiazione sabauda, Sinistra Ecologista (SE): Emanuele Busconi (consigliere comunale SE), Sara Diena (capogruppo SE in Consiglio comunale) ed Alice Ravinale (capogruppo AVS in Regione Piemonte).
Secondo quanto riportato – tramite la penna dello scribacchino Massimo Balsamo – dalla cloaca massima dello pseudo giornalismo italiano d’accatto, gli anticomunisti testé citati si esprimono con le parole che riportiamo di seguito e che sostanzialmente condividiamo.
Costoro richiamano il clima di odio creato dal – niente affatto “presunto” – «sdoganamento più o meno esplicito del fascismo, anche da parte delle più alte cariche istituzionali, insieme alla legittimazione di chi tenta di riscrivere la storia. Così come porta a questo la criminalizzazione dell’antifascismo».
Quindi continuano: «ricordiamo che gli Stati Uniti di Trump, prima ancora degli orrori dell’ICE, hanno inserito il gruppo Antifa tra le organizzazioni terroristiche. Noi continueremo a non abbassare la guardia e a contrastare l’antisemitismo, e lo faremo anche stasera sfilando alla Fiaccolata della Memoria».
Si tratta di semplici parole di buon senso, ma – come molto spesso accade – qualche politicante protesta in maniera del tutto pretestuosa, e con l’unico intento di provocare la bagarre, soltanto perché certe affermazioni sono fatte da appartenenti a formazioni formate da nemici politici.
In questo caso i protagonisti del tentativo di “rissa dialettica” sono Marco Fontana, segretario cittadino forzitaliota, e Roberto Rosso, segretario regionale e vice capogruppo al Senato della Repubblica della stessa cricca, nonché ex assessore regionale, in quota Fratelli d’Italia, con delega agli Affari Legali.
Sfidando il comune senso del pudore, i due politicanti sostengono che «Siamo davanti a un’emergenza culturale e di sicurezza. I Pro Pal, con il loro modo violento di porre la questione di Gaza, hanno creato le condizioni per far esplodere questo risentimento (… il) rinato antisemitismo».
Non siamo disposti ad accettare lezioni di morale da chi è stato condannato – in primo grado ad anni cinque, ed in appello ad anni quattro e mesi quattro, prima di vedere il suo procedimento rinviato, dalla Corte Suprema di Cassazione, al secondo grado – per rapporti con la criminalità organizzata.
Bosio (Al), 06 febbraio 2026
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com